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Rüsselsheim.  Opel intende sottolineare ancora una volta il fatto che non utilizza alcun software in grado di riconoscere se un veicolo viene sottoposto a un test sulle emissioni.

 

Tale dichiarazione trova riscontro nei numerosi test effettuati in vari paesi: un esempio è il rapporto del Ministero Federale Tedesco dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali pubblicato il 22 aprile. Il documento dell'autorità tedesca conclude che, a eccezione di alcune vetture di un concorrente, non è stata dimostrata l'esistenza di dispositivi illegali su nessun altro veicolo. Le commissioni di Francia e Regno Unito sono giunte alla stessa conclusione.

 

Abbiamo offerto la nostra piena collaborazione al Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), a cui abbiamo fornito numerosi dati nell'autunno dello scorso anno per la realizzazione dell'indagine.

 

Il nostro software non è mai stato configurato in modo da ingannare o mentire.

 

Opel non ha ricevuto alcuna comunicazione relativa ai metodi e ai protocolli dei test condotti da DUH/Monitor/Spiegel e ciò non ci consente di valutarne i risultati. In base alle nostre misurazioni e a quelle condotte da istituti indipendenti e sulla base degli esperimenti precedentemente pubblicati da DUH, non riteniamo questi risultati obiettivi né dotati di fondamento scientifico.

 

I sistemi di controllo delle emissioni sono complessi e integrati. Numerosi sono i parametri in gioco e tra loro correlati, come per esempio la velocità del motore, il carico, il regime di rotazione del motore, l'altitudine e la temperatura.

 

Si tratta di un sistema complesso che non può essere suddiviso in parametri singoli. Le interazioni devono essere comprese nell'insieme e in combinazione con le condizioni del sistema di controllo e i suoi componenti. 

 

I risultati dei testi ufficiali pubblicati nelle ultime settimane indicano l'esistenza di differenze, già note e ben conosciute, tra le prestazioni dei veicoli negli attuali test sulle emissioni condotti in laboratorio, che devono essere riformati con urgenza, e nelle condizioni di guida reali.

 

Con l'introduzione dei test RDE (Real Driving Emissions) a partire dal prossimo anno si inizieranno ad affrontare queste differenze. Opel partecipa attivamente al dibattito relativo ai test RDE.

 

Crediamo fermamente che l'intero settore debba riconquistare la fiducia aumentando la trasparenza nei confronti dei clienti e delle autorità e abbiamo compiuto dei passi decisivi in questa direzione. Come già annunciato a dicembre, dall'estate del 2016 partirà un progetto volontario che va nella direzione delle future norme sulle emissioni  di CO2 e di NOx.

 

Ulteriori informazioni sulla nostra campagna di trasparenza si trovano ai seguenti link:

 

 

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